Il nostro Blog
- Interviste
Gold La Tesoreria compie 30 anni: intervista al CEO Francesco Rudello tra visione, innovazione e coraggio imprenditoriale
Nel mese del trentesimo anniversario di Gold La Tesoreria, il CEO Francesco Rudello ripercorre la nascita, le sfide e le intuizioni che hanno reso Gold uno dei principali software di riferimento nella tesoreria aziendale in Italia. Un’intervista che racconta tre decenni di determinazione ed evoluzione tecnologica.
- Centrale dei rischi
Il nuovo Codice della Crisi di Impresa cambia completamente la visione di crisi e la trasforma da un dato di fatto in cui ci rimettono tutti, a uno stato che può fare parte della vita dell’azienda e che deve essere prevenuto per il bene di tutti.
Il nuovo approccio è pragmatico, ma anche proattivo e risolutivo, la chiave è il ‘come’ il nuovo Codice della Crisi di Impresa viene inteso dagli imprenditori.
Esso può infatti diventare una buona prassi all’interno di ogni azienda.
Ne parliamo in questo articolo con focus su 2 documenti cruciali che gli imprenditori possono sfruttare a loro favore per prevenire la crisi.
- News
È nata una nuova sinergia che fa gruppo e rete!
Gruppo 10 è il network che, nel tempo, ha creato competenze ed esperienze in grado di generare valore.
Differenti realtà, team e imprese che sanno fare rete e che hanno un obiettivo comune: supportare le Imprese ed i Professionisti ad affrontare tutte le sfide del futuro. Anche le Tue!
Scopri le imprese del gruppo.
- News
Mercoledì 9 novembre si è tenuto il webinar esclusivo di presentazione delle novità GOLD 2022-2023.
Il webinar, dedicato a Partner, Rivenditori e Clienti, ha rappresentato un’occasione preziosa per scoprire tutte le novità di GOLD a disposizione nel corso dell'anno e del 2023.
- Accesso al credito
Filtri o fattori? Gli ESG giocano un ruolo sempre più importante nell’accesso al credito e nel rapporto fra banche e imprese.
Si tratta dei paradigmi Environmental, Social and Governance, impiegati soprattutto per misurare la sostenibilità degli investimenti.
Ma perché le banche li analizzano?
Che ruolo hanno nell'accesso al credito?
- Informazione di impresa
La buona gestione del cash management permette di comprendere lo stato di salute dell’azienda in ogni momento della sua storia.
Un’analisi attenta, puntuale e basata sui dati dei flussi di cassa in entrata e in uscita, permette infatti di avere il polso della situazione finanziaria e, di conseguenza, di gestire buona parte dei rischi di questa natura, su tutti quello di liquidità.
Nel concreto, gestire al meglio la tesoreria, significa poter avere le basi di analisi per gestire al meglio i rapporti con i clienti, con i fornitori, con chi eroga il credito e, in generale, con il mercato di riferimento.
Il tutto, considerando che tanto più ampi e complessi sono i rapporti finanziari che l’impresa ha con soggetti terzi, maggiore sarà l’esigenza di automatizzare la propria tesoreria.
Ecco perché il programma di cash management oggi può essere inteso, a tutti gli effetti, come uno strumento di gestione dei rischi finanziari.
Ne parliamo in questo articolo.
- Informazione di impresa
Il nuovo Codice della Crisi d'Impresa dell'Insolvenza è una normativa che è stata scritta all'interno del Decreto Legislativo n.14 del 2019 e che recepisce una direttiva europea.
Quindi, come tutte le direttive europee, può risultare complicato armonizzarla con il sistema legislativo italiano, tant’è che è stata tradotta attraverso 391 articoli e va a riscrivere completamente la disciplina che riguarda il fallimento e la composizione della crisi da sovraindebitamento.
L'obiettivo del Codice della Crisi d'Impresa è definito: tentare di evitare l'insolvenza delle imprese.
Come? Fondamentalmente attraverso l'individuazione preventiva di alcuni segnali di difficoltà, che le stesse imprese possono evidenziare.
Parliamo di segnali, che le imprese oggi devono poter riconoscere per poter agire in via preventiva e salvaguardare l’attività, con tutto ciò che vi gravita attorno.
- Tesoreria
I dati relativi al cash flow aziendale sono una fonte di informazioni preziosissime a livello operativo e strategico.
Lo sono oltre la normale gestione dei flussi di cassa, perché ogni impresa ha bisogno di capire quali sono le cause di un cash flow positivo o, eventualmente, negativo.
In questo contesto, l’inserimento e l'elaborazione manuale dei dati richiede indubbiamente più tempo rispetto a un processo digitale e automatizzato.
Inoltre, aumenta i margini di errore.
Senza dati di cash flow perfettamente corretti, inseriti, raccolti ed elaborati in tempo reale, l’impresa rischia infatti di trovarsi senza quella base capace di definire il suo stato finanziario presente e futuro.
E, allo stesso tempo, rischia di mancare (o risultare incompleto) quel bacino di informazioni capace di supportare le decisioni del management, soprattutto quelle più delicate e strategiche.
In questo articolo vediamo quali sono i limiti di una gestione dei dati di cash flow manuale e i benefici che solo una scelta digitale e automatizzata può offrire all’impresa moderna.
- Tesoreria
Quando un’azienda riceve un pagamento si mette in moto un processo chiamato riconciliazione degli incassi.
Dal punto di vista contabile, con questo processo si abbina il pagamento, ovvero l’incasso ricevuto, alla partita contabile aperta, ovvero a quella relativa a ciò che ha generato il credito.
Quando svolto manualmente, questo processo è voluminoso in termini di richiesta di attenzione.
Inoltre, può generare errori, con conseguente dispendio di tempo e di energie che potrebbero essere dedicati a operazioni di più alto valore.
Come risolvere? La risposta arriva dalla digitalizzazione della riconciliazione degli incassi, che permette di limitare il margine di errore e di poter contare su una soluzione automatica ‘salva tempo’ e ‘salva energia’.
Ne parliamo in questo articolo.
- News
Il 15 Luglio 2022 entra in vigore del Nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza.
La riforma porta con sé diverse novità per le imprese e gli imprenditori, apre le porte a una nuova idea di tutela del credito e soddisfa le nuove linee guida dell’EBA (Banca Europea).
Il nuovo Codice stabilisce, infatti, che le imprese dovranno calcolare “indicatori”, qualitativi e quantitativi, che daranno la misura dei risultati aziendali conseguiti (KPI).
Gli indici, assieme ad altri aspetti organizzativi richiesti dal nuovo Codice, potranno essere adoperati dalle imprese per dimostrare la propria solidità, presente e futura, così da consentire un più completo giudizio sull’andamento e la gestione e quindi migliorare e di fatto agevolare l’accesso al credito per garantire continuità aziendale.
Ne parliamo più approfonditamente in questo articolo.